Tirocinio multicultura

Aperti alla multicultura

Obiettivi dell’Associazione

Cidis Onlus è nata nella prima metà degli anni ‘80 quando, con la costante estensione del fenomeno migratorio, il tema della multiculturalità ha indotto una nuova attenzione nei confronti delle persone portatrici di diverse culture e valori, quasi tutte provenienti da paesi del Sud del mondo. Agli inizi  l’associazione promosse campagne di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica dando spazio soprattutto a un’intensa attività di educazione all’interculturalità all’interno della scuola, luogo privilegiato per innescare processi di conoscenza, confronto e scambio tra le diverse culture. Con  l’ulteriore aumento dei flussi migratori, Cidis cominciò a lavorare anche sui bisogni degli immigrati, primi fra tutti il lavoro, la casa, la salute, l’istruzione e la formazione.

Attualmente, per favorire il giusto equilibrio tra coesione sociale e diversità culturali, è impegnata a costruire per corsi di fruizione dei diritti di cittadinanza da parte degli immigrati e di interazione positiva con la popolazione autoctona.

Storie di immigrazione

V. aveva 39 anni ed era laureata. Era separata dal marito, viveva da un anno in Italia con i tre figli e faceva la domestica in casa di una signora anziana. Aveva deciso di lasciare l’Africa perché, nonostante la laurea, non riusciva a sfamare la famiglia. Anche nel nostro paese, purtroppo, con lo stipendio che riceveva riusciva a malapena a pagare l’affitto di casa e arrivare a fine mese. Si lamentava di sentirsi sola, di non avere amiche e di avere poco tempo a disposizione per seguire i figli, due dei quali frequentavano la scuola media mentre il più piccolo era iscritto alle elementari.
Stava cercando un lavoro meglio retribuito ma conosceva poco la nostra lingua e, proprio per questo, frequentava i corsi organizzati da Cidis.
Durante il tirocinio le ho dato una mano affiancandola nello studio. H. era un ucraino di 42 anni e stava frequentando da due mesi i corsi di italiano. Nel suo paese faceva il biologo mentre in Italia si era adattato al lavoro di operaio in fabbrica. Il suo datore di lavoro, come troppo spesso succede, non aveva nessuna intenzione di metterlo in regola. In Italia viveva solo e conosceva pochissime persone. Si era rivolto al Cidis perché voleva imparare bene l’italiano e trovare un lavoro migliore.
Durante il mio tirocinio ebbe un brutto incidente d’auto e fu ricoverato in ospedale per due mesi. Ha rischiato l’amputazione della gamba e ancora adesso cammina con un tutore. Di conseguenza non può lavorare e, non essendo assunto regolarmente, non gli vengono riconosciute le ferie né pagati i giorni di malattia. Probabilmente sarà costretto suo malgrado a tornare in Ucraina, dove ha lasciato un fratello.

 

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